Naturale e progressivo - Ma davvero per crescere si deve soffrire?

Sabato mattina (sono fortunato e ho la possibilità di alzarmi tardi), con la testa ancora appoggiata al cuscino dopo essermi preso qualche minuto post-trauma-da-risveglio, prendo il cellulare per farmi un po’ i fatti degli altri e leggo questa frase sulla pagina facebook di un amico:

“Crescere fa male, se non stai male non stai crescendo!”

 

All’inizio penso subito “nulla di più vero”… Ma pochi minuti dopo, forse grazie anche alla posizione supina che non volevo lasciare o al caldo e avvolgente abbraccio del materasso-cuscino, un po’ di pensieri passano nella mia testa.

Crescere è un percorso naturale e, per me, tutto quello che è naturale non dovrebbe dare sofferenza“.

Ma se così fosse, le donne non dovrebbero soffrire quando partoriscono! Non esiste cosa più naturale dell’avere un figlio, eppure la maggior parte non lo descrive come momento piacevole, o sì? Ogni donna poi, ti racconta sensazioni diverse di quei momenti…

Ma …

Ma tutte descrivono l’indescrivibile gioia, la fine di ogni sofferenza che arriva nel vero momento della nascita, nel momento in cui tutte le resistenze fisiche e psichiche si arrendono e si arriva al nuovo inizio.

 

Accendo il computer portatile, inizio a cercare il significato della parola Crescere e quello che trovo è questo:

“1. intr. (aus. essere) Diventare più grande, per naturale e progressivo sviluppo, detto dell’uomo, degli animali, delle piante: il bimbo cresce a vista d’occhio; com’è cresciuto presto tuo figlio!; i polli crescono rapidamente; quant’è cresciuto questo pino!; anche con compl. predicativo: c. sano, robusto; questi ulivi crescono stentati; con riferimento agli organi dell’uomo o degli animali, o alle singole parti delle piante: crescono i denti, i capelli, le unghie, la barba; crescono le ali, le penne; crescono i rami, le foglie, ecc. In partic., riferito all’uomo.”

Da: www.treccani.it

 

Naturale e progressivo sviluppo…
Corpo, mente e spirito
Naturale e progressivo sviluppo…
Istinto, pensiero ed emozioni
Naturale e progressivo sviluppo…
Un qualcosa che deve essere naturale e progressivo, può causare sofferenza solo se diventa innaturale e brusco o repentino.

 

Naturale e progressivo” fa risuonare in me sensazioni di pace, soddisfazione, di un qualcosa di preciso, di semplice e per niente doloroso, qualcosa di unico e di lineare, il raggiungimento di un obbiettivo senza neanche rendersene conto, senza dover fermarsi a pensare cosa fare. Naturale e progressivo…

 

Continuo la mia ricerca sulla rete e mi imbatto in questo:

Uso transitivo e intransitivo di crescere
Il verbo crescere prevede sia l’uso transitivo che quello intransitivo. In particolare è intransitivo quando assume il significato (anche figurato e traslato) di “diventare più grande, diventare adulto, essere allevato, migliorare, progredire, evolversi” e in questi casi, naturalmente richiede l’ausiliare essere; ha valore transitivo invece, con ausiliare avere, quando venga usato nel significato di “allevare, educare, far diventare grande” (es.: “crescere un bambino, un figlio”, “ha cresciuto tre figli”)
Da: Redazione consulenza linguistica – Accademia della Crusca.

A questo punto la mia mente malata si sofferma su questi due modi di utilizzare il essere e avere insieme al verbo crescere e il traguardo che più mi convince è proprio la differenza tra questi.

Io posso ESSERE cresciuto e alla fine potrò dire “Io SONO” oppure può esserci qualcuno che “mi HA cresciuto”!

Ma se noi siamo tutti diversi e unici, può esserci qualcuno che mi “HA cresciuto” fino ad un certo punto, poi sarò io a dover arrivare al “SONO cresciuto”, con i miei tempi ed i miei modi, naturali e progressi.

 

Ma torniamo alla domanda iniziale e ad una delle millemila possibili risposte, anche se in questo momento è quella che mi soddisfa di più, arriva da qui:

“a. In grammatica, verbo i. (in passato anche neutro), il verbo che, oltre a uno stato o a un modo di essere, esprime un’azione che non passa dal soggetto al compl. oggetto (per es. , divenire, dormire, andare, venire, tornare, partire) e che pertanto non può avere la forma passiva se non in espressioni impersonali.

… non può avere forma passiva se non in espressioni impersonali …

Si, è vero, io interpreto tutto a mio modo per arrivare ad un risultato, ma il risultato non so di preciso quale possa essere. Il risultato che vorrei tanto raggiungere è la risposta che ancora non conosco e so che, solo l’esperienza potrà darmi una conferma alla risposta che trovo …

 

Il mio corpo, la mia mente e le mie emozioni crescono in egual modo.

All’inizio dovrebbe esserci persone che mi fanno vedere i diversi modi di crescere, perché se siamo tutti diversi non ce ne sarà uno solo.

Se continuo a basare le mie scelte su quello che mi ha sempre detto “la persona che mi HA cresciuto”, che mi permetto di traslare, anche se la forma grammaticale non è delle più corrette, in “quello che altre persone mi HANNO insegnato a fare” e alle quali io ho adattato i miei comportamenti, subisco passivamente un crescere in forma passiva che non può avere altro che un espressione impersonale.

 

L’idea che più mi convince è questa:

“Crescere per quello che SONO, è frutto di un naturale e progressivo sviluppo.”

Ma se qui non riesco ad arrivare sarò costretto a fermarmi al

“Crescere per quello che gli altri HANNO deciso io debba essere, può avere solo forma passiva ed una espressione impersonale.”

Adesso vi chiedo: “davvero per crescere si deve soffrire? davvero se sto soffrendo sto crescendo?”.

 

Grazie per avermi concesso 5 minuti del vostro tempo, buona vita e alla prossima.

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